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Com’è fatta una Bottiglia di Vino?

La bottiglia nel marketing moderno, ha un ruolo importante, come l’etichetta, come si presenta, la bottiglia fornisce un messaggio.

Ogni vino una sua bottiglia.

Lo scrigno che racchiude il tesoro, quella soluzione a tutti i problemi e che rende tutti amici e confidenti.

Com’è fatta una bottiglia e le sue forme

Composta dalla parte superiore cioè l’ Anello, detto anche cercine, sotto il quale faremo girare il cavatappi, durante l’estrazione del tappo. In passato usato per bloccare il tappo alla bottiglia attraverso fili o per consentire una miglire adesione della ceralacca, ai giorni nostri per fissare la gabbietta di metallo per gli spumanti.

Segue il Collo la parte stretta e lunga della bottiglia, via d’uscita del vino verso il calice, regolando gli scambi d’ossigeno col vino.

Il collo prosegue nella Spalla che serve sia nella mescita che per non permettere che i detriti presenti sul fondo vadano nel bicchiere e inclinandola funge da contenitore per decantare il vino. Per i vini rossi di corpo e maturi la spalla è più accentuata, mentre  sarà minore per vini giovani che non producono residui.

Poi si trova il Corpo della bottiglia, la parte più ampia, che può essere di diverse forme,  per terminare con la Base o fondo, con forma concava accentuata per fornire resistenza del vetro agli urti, per la pressione che si genera negli spumanti e inoltre permette il deposito dei detriti e che si possano notare, così è sfatata un’altra leggenda ormai radicata.

MA IL FONDO E’ CONCAVO PER PRENDERE MEGLIO LA BOTTIGLIA DURANTE LA MESCITA DEL VINO?

Si è sempre creduto che servi per mantenere le bottiglie col dito all’interno del fondo, e in molti ancora lo fanno, in realtà per avere una presa perfetta il fondo deve essere tenuto con tutta la mano.

Il fondo serve per contenere tutti gli eventuali sedimenti che possono crearsi e quindi si andranno lì a depositarsi.

Per quanto riguarda le bollicine, il fondo serve a fornire una maggiore robustezza alla bottiglia che dovrà sostenere le 6/6,5 atmosfere che si sviluppano all’interno della bottiglia.

Inoltre per lo spettacolare sabrage cioè la pirotecnica sciabolata, l’unico modo per tenere la bottiglia è tramite la base.

OGNI BOTTIGLIA UNA SUA FORMA UNA SUA STORIA

Il suo colore, il suo peso, la sua forma ha un significato e vuole dare indicazioni, pensieri, idee per presentare al meglio l’azienda o la singola etichetta, per dargli anche una collocazione nel mercato.

 

LO SAI CHE LE BOTTIGLIE DI VINO PRENDONO QUASI SEMPRE IL NOME DALLA ZONA IN CUI SI È DIFFUSO IL LORO USO?

Vediamo quali sono le più comuni.

Come forme e dimensioni la Bordolese rimane la più usata, quella più comune, come la champagne cuvèe, per le bollicine.

Ogni bottiglia ha una forma precisa per storia e per proteggere al meglio il vino prescelto e avrà anche una sua dimensione con un significato non solo estetico.

Ogni Regione o Nazione ha una forma particolare troveremo l’Alsaziana per i vini bianchi freschi strutturati della Valle del Reno o similari. Originaria dell’Alsazia presenta l’assenza di spalla e la forma allungata.

L’Albeisa per imbottigliare i vini rossi piemontesi delle Langhe per tradizione portata anni fa dai produttori delle Langhe. Possiede simiglianze con la borgognotta, le differenze consistono nella scritta “Albeisa” incisa e per la spalla poco pronunciata ed il collo corto.

Il Porto e la Marsalese per contenere i vini Liquorosi che richiamano il nome della bottiglia. La MARSALESE  per i vini Marsala con spalle pronunciata e collo che si allarga al centro. PORTO bassa, tozza dotata di spalle larghe per sorreggere i vini di Porto ed altri liquorosi come Madera e Sherry. È spesso di vetro verde di diverse tonalità, per arrivare al marrone scuro.

La Bordolese  per vini rossi importanti e che assumono l’eleganza che meritano tramite la loro custodia. Prende il suo nome perchè  originaria della zona di Bordeaux. E’ tra le più utilizzate per la produzione di vino e ha  forma cilindrica con spalla pronunciata e collo non molto lungo, fondo incavo. Troviamo anche la BORDOLESE CLASSICA più bassa rispetto alla precedente e per i vini dolci da o,5 l la BORDOLESE A SPALLA ALTA.

La Pulcianella, da Montepulciano, utilizzata in passato dalle grandi famiglie nobili poliziane per  inviare il vino di Montepulciano alla Corte Pontificia. Chiamata anche Bocksbeutel, panciuta, in vetro verde scuro. Collo corto. Per Armagnac e vini portoghesi.

Borgognotta o anche detta Borgognona, francese come la bordolese, con spalla praticamente assente, conica con collo lungo e fondo incavo,  la Champagnotta ovviamente usata per contenere gli Champagne e in genere tutti gli spumanti che siano metodo Classico o Martinotti e con maggiore spessore per gestire l’elevata pressione prodotta dalle bollicine. Champagne Cuvee con diverse similarità con la Champagnotta, e un corpo più allargato verso il fondo.

Anfora originaria della Provenza, dotata di grande stile, distinta e distintiva, in Italia utilizzata per imbottigliare il Verdicchio Marchigiano, vino di notevole importanza e spessore destinata anche a lunghi affinamenti.

Oltre a queste ci sono anche altre forme utilizzate e tante altre idee legate anche solo all’estetica e al concetto che ogni azienda vuole trasmettere.

Comunque che sia per tradizione, estetica o funzionale alle caratteristiche sensoriali del vino, trasparente, più o meno scura, la bottiglia rimane lo scrigno che protegge la nostra perla, il vino che ci donerà splendide emozioni e quindi va valorizzata e gelosamente custodita e correttamente conservata.

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