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Viaggio tra le bottiglie di vino tappo per tappo

Il tappo una tappa fondamentale della vita del vino

Nel vino nulla si lascia al caso e la sua conservazione è una “tappa” fondamentale di questa soluzione che è viva e che anche in quel cofanetto di vetro continua a respirare e emettere afflati, che poi sprigionerà con forza esplosiva una volta liberata dal suo compagno di viaggio, il TAPPO.

Il tappo apparentemente innocuo ed innocente, ma da anni, secoli è al centro delle più accese diatribe circa il materiale di cui è composto, dato il suo ruolo fondamentale durante il riposo del vino in bottiglia.

Si va dal romanticismo al cinismo economico, dalla tradizione all’evoluzione, dalla lentezza al dinamismo, in un salto generazionale, che come tutti i voli più o meno pindarici, richiedono coraggio e soprattutto capacità.

Ci imbattiamo in una infinità di tappi di diverse forme e dimensioni e soprattutto materiale diverso, ognuno con le sue peculiarità con i suoi punti di forza e debolezza e ognuno idoneo in base al tipo di vino che aiuta a far riposare e che deve esaltare anche in quell’ambiente di vetro che è la bottiglia, che i chimici chiamano “riduttivo”, ma che riduttivo non lo è per nulla, anzi come detto è un passaggio fondamentale e critico, da tutelare e trattare con la massima attenzione.

Il sughero e la resilienza cioè adattarsi ai cambiamenti

Ho sempre detto che sono attratto dalla vite e di conseguenza anche dal vino, perchè entrambi è come se fossero il simbolo della vita, già a partire dall’etimologia della parola  Vite, ma poi a tutto quello che avviene intorno a lei.

Dal “Pianto della vite” , al taglio in potatura del passato, presente e futuro, ad alcuni sistemi di allevamento come l’alberello, in cui la pianta saggia, pur di sorreggersi è come se si attorcigliasse su se stessa,mostrando le rughe sul suo tralcio quasi secolare, segno e custode del tempo, tutto riconduce ad umanizzare questa pianta e tanto più il prodotto della sua vinificazione.

Quindi, anche quando assaggiamo il vino lo rendiamo umano, parlando della sua muscolatura, della suo forza e tenacia, di quanto può essere complesso, spigoloso, acido eccetera proprio come una persona.

Per questo nemmeno il tappo poteva esimersi e quindi il tappo di sughero tra le sue infinità capacità ha anche proprio la RESILIENZA, cioè la capacità a reagire ai cambiamenti e a ripristinare le situazioni e le sue dimensioni, come a volte dovremmo fare noi.

Passando ad una versione meno poetica ma più tecnica, il sughero possiede ELASTICITÀ, riuscendo ad aderire  perfettamente al collo della bottiglia, scongiurando l’effetto del tanto temuto ossigeno, proprietà IDROFUGA ed IMPERMEABILE, che gli consente lungo tempo a contatto con i liquidi che anzi devono sempre imbibire leggermente il tappo evitando l’ingresso del già citato e tanto paventato Ossigeno.

Inoltre possiede microporosità che permettono un leggerissimo, e impercettibile scambio di Ossigeno, che comunque ha un ruolo durante l’evoluzione dello stesso in bottiglia.

Non dimentichiamo tra i tanti pregi anche il pericolosissimo difetto di tappo che tra le varie possibilità deriva anche dalla reazione dei fenoli del sughero con il cloro, che veniva usato in alcune operazioni di Cantina, che originavano Il poco raccomandabile TCA (tricloroanisolo)  attaccato da vari funghi che provocavano proprio questo effetto poco gradevole  al naso e in bocca.

Di sughero in sughero, le varie varianti

1) Tappo multipezzo con più dischi di sughero tra loro incollati e pressati, 2) Tappo derivato da un agglomerato di sughero e collante, chiamato Twintop o nella versione Spark, per gli spumanti con forma evocativa a fungo da domare durante “lo stappo senza  botto”, 3)tappo in sughero naturale colmato, cioè monopezzo tratto con polvere di sughero e collante per evitare e cancellare imperfezioni.4) Il Tappo a T, per i vini liquorosi e distillati che hanno ( di regola) , dovendo essere meditativi e vista la grande quantità di alcol presente, minori problemi di conservazione e una vita più lunga e che quindi potranno essere aperti più volte senza comprometterne la loro qualità.

In estrema sintesi i Tappi sintetici, anche loro con le loro peculiarità

Realizzati con polimeri termoplastici, a volte lubrificati con materiali siliconici che permettono sia un facile inserimento che una semplice stappatura.

Essendo siffatti non si sgretoleranno, come può accadere coni tappi di sughero, saranno sterili e quindi andremo a scongiurare la presenza di muffe di vario genere e specie, sono isolanti, andando a non far variare le caratteristiche del vino che però come detto in alcuni casi, se controllata è una variabile richiesta e quasi necessari anell’evoluzione del vino.

Dalla Vite al TAPPO A VITE, forse il futuro roseo di questo tappo era già scritto nel suo nome

Tanto bistrattati e osservati col la lente di ingrandimento dai cultori e amanti del fascino del sughero, i tappi a vite, stanno oramai,scalando le vette delle classifiche tra i tipi di tappo, tanto che sia nel Nord Italia, che nei paesi confinanti del vecchio continente, sono utilizzati per conservare vini di ottimo pregio, fattura e storia, dai vini del Collio , ai Riesling della Mosella, agli aromatici “speziati” Gewürz del Termeno a tante altre tipologie.

Grazie a studi, ricerche e tecnologie, ai giorni nostri, con l’utilizzo di sovracapsule , e  materiale adeguato che permette di sigillare perfettamente, in modo impermeabile ed isolante, si riesce a non inficiare e modificare nel tempo le caratteristiche del vino.

Si è quindi passati dall’utilizzo del tappo a vite per chiudere i bottiglioni del vino fatto in casa, che come tutte le cose possiede una sua dignità e autorevolezza, al suo uso per tappare bottiglie di assoluto valore e pregevole fattura,che così conservati, date le loro caratterisitche sono riusciti, tramite questa conservazione a mantenerle e in alcuni casi anche ad esaltarne, quanto se non di più, rispetto ai tappi di sughero..

Ha acquisito tanta autorevolezza e giustamente credibilità, a tal punto da essere autorizzati in alcuni disciplinari delle DOCG.

Ricerche, studi, esperimenti, paragoni se ne sono fatti e se ne faranno, sempre per migliorarsi e per trovare la giusta via e quindi col giusto coraggio, visto che il distacco dalle cose antiche e per questo tramandate e a volte più sicure è più complesso, per  prendere una strada differente ma sempre valida e razionalmente validata.

Elegante, forse freddo e glaciale, ma anche il TAPPO IN VETRO, serve da specchio dell’anima del vino, capace di trattenerla con garbo e esaltarla con le giuste cure.

Partendo dal presupposto che anche col vetro si sono fatti passi da gigante nella produzione che ne garantisce assoluta ermeticità, grazie ai materiali utilizzati, anche questo materiale sta acquisendo credibilità e se ne stanno valutando le sue elevate qualità.

Sicuramente sterile, evita qualsiasi contaminazione e permette una lunga vita senza alterazioni, è di materiale ecologico, bello da vedere ed è semplice da stappare.

Proprio quest’ultimo punto va comunque contestualizzato, proprio perchè quel momento quasi sacrale, quella fase del servizio del vino, proprio come il sughero, continua a mantenere una attrazione secolare, momenti in cui si attende in rigoroso silenzio, l’apertura di una bottiglia, più o meno datata e col groppo in gola si osserva colui che ce la servirà, speranzosi di un suo cenno positivo col capo, che permette l’inizio della beva conviviale e che accerta l’assoluta qualità di quella bottiglia, tanto agognata.

L’ultimo punto da valutare per i tappi in vetro, è economico, sia del tappo in se che per la strumentazione utilizzata per l’imbottigliamento, che non è la medesima dei tappi di sughero, come in altri casi e che ha comunque un suo costo.

Però come detto, fatte tutte le considerazioni, anche questi tappi, stanno acquisendo valore e il loro utilizzo si sta incrementando.

Storie di TAPPI,storie di VITE

Senza atTAPPIrarci, abbiamo fatto un piccolissimo viaggio nel mondo dei tappi, del loro utilizzo, della loro storia con due punti saldi:

Qualunque sia il materiale utilizzato, sughero, vetro  e tanti altri, la sua qualità ne decreterà il valore .

Inoltre il vino è cultura, è una tradizione tramandata, sono racconti di VITE vissute e quindi malgrado tutto quello che si è detto, il sughero e con esso anche il timore di alcuni suoi difetti, messi in conto, racchiude in se con tutte le sue proprietà fisiche un fascino lungo secoli.

Però come ampiamente detto, senza timore di volare, ma con competenza ericerca e nei giusti momenti tutti i materiali sono validi e a noi sono cari, non fosse altro,solo perchè conservano gelosamente il nostro tanto amato VINO.

 

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