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La successione dei vini a Tavola

Anche tra i vini è educazione seguire le precedenze!

Per saperne di più seguiamo il nostro simpatico sommelier.

L’abbinamento del vino al cibo è sempre un esercizio complesso e di articolata natura, ancor di più se volessimo pasteggiare lungo il banchetto con vini e piatti differenti.

Dipenderà sempre dal gusto personale, dalle proprie abitudini, attitudini e gradimenti e soprattutto a quello che ci sarà sulla tavola, che ovviamente condizionerà la scelta dei vini da accompagnare.

(NON) e’ vero che non si devono bere vini bianchi e rossi durante lo stesso pasto!

Oggi sveleremo e sfateremo un’altra convinzione e cioè che se si bevono differenti tipi di vini durante lo stesso banchetto, potremo avere problemi e non goderci completamente le ore del convivio.

Ogni vinificazione, ogni passaggio dal rigido acciaio, al più premuroso legno, ogni colore, ogni caratteristica sensoriale sprigionerà percezioni differenti che potranno accompagnare l’intero pasto e tutte le sensazioni che ne scaturiranno!

In realtà, sarebbe l’ideale ed è ormai abitudine comune, abbinare i vini ai diversi cibi che si degusteranno e ancor più iniziare con un benvenuto, quindi piccole prelibatezze che allieteranno il nostro palato, accarezzati dalla cremosa morbidezza di effervescenti e sinuose bollicine e poi proseguire incrementando sia la gradazione alcolica, ma soprattutto la struttura, la complessità aromatica dei vini che si abbineranno a cibi sempre più strutturati e articolati.

Quindi potremo tranquillamente banchettare iniziando con spumanti  secchi metodo Martinotti per proseguire con spumanti secchi Metodo Classico, per terminare con passiti o liquorosi che anche se eventualmente meno alcolici saranno comunque più dolci e quindi ideali da accompagnare con i dessert di fine pasto, passando da bianchi via via più strutturati e complessi, rosati e rossi di notevole corpo.

Sarà, per questo, decisamente sorprendente, poter alternare diverse tipologie di vini in un Crescendo Rossiniano, esaltando i nostri sensi seguendo questo spartito fatto di strumenti diversi e sempre più vivaci e adrenalinici.

Di seguito la giusta SUCCESSIONE DI VINI DA SERVIRE A TAVOLA durante un unico pasto.

Come detto, mentre ci accomodiamo sulla poltrona e ci allacciamo le cinture, potremo iniziare con uno  1)SPUMANTE SECCO MARTINOTTI, per poi nella logica della complessità poter passare ad uno spumeggiante e cremoso, più complesso 2)METODO CLASSICO, inebriati da profumi di lieviti, freschezza gustativa persistente ma per nulla fastidiosa, mescolata ad un armonioso pentagramma di note dolci, tostate, piacevoli e morbide. Ovviamente e rigorosamente secchi.

Bisognerà prima riscaldare le papille gustative per prepararle ad un crescendo sensoriale!

Anche in questo caso, deciderà la complessità del vino, dovrà essere tutto in sequenza e destinato ad incrementare quindi gli spumanti Charmat e Metodo Classico dovranno quindi essere correttamente bilanciati e con struttura via via in crescendo.

Si potrà proseguire  con vini 3)BIANCHI SECCHI, GIOVANI E FRUTTATI con note piacevoli, eleganti fini che accomoderanno il nostro palato, preparandoci delicatamente a quello che seguirà, così poi da proseguire con 4)VINI AROMATICI ED INTENSI ovviamente secchi ed 5) EVOLUTI E STRUTTURATI, dove ci sarà una esplosione di profumi che ci permetteranno di apparecchiare la tavola delle nostre papille gustative e accogliere 6)ROSATI sempre profumati e comunque di struttura sempre crescente per poi iniziare con la batteria dei vini Rossi quindi  7)NOVELLI E 8)ROSSI GIOVANI che saranno con la loro vivacità, schiettezza e freschezza da preludio al sopraggiungere dei vini più austeri, più rigidi, muscolari e muscolosi come 9)VINI ROSSI MEDIAMENTE AFFINATI con tannini ancora un pò aggressivi decisi, determinati a inchiodare le nostre gengive e polverizzare con eleganza sempre crescente la nostra lingua, per arrivare ai solenni 10)VINI ROSSI EVOLUTI E STRUTTURATI che affiancheranno piatti corposi e esponenzialmente architettati.Quindi un tannino sinuoso, setoso mescolato con la morbidezza della glicerina e la struttura degli estratti derivati da lunga macerazione e lungo periodo di affinamento in acciaio, legno e per terminare nel comodo e protettivo vetro della bottiglia.

Siamo quindi pronti ad essere coccolati dalla Dolcezza sia ferma che spumeggiante di frizzanti 11) SPUMANTI AMABILI E DOLCI o la consistente avvolgenza e struttura di 12)VINI PASSITI E LIQUOROSI da affiancare a dessert in un dolcissimo connubio.

Tripudio di Dolcezza, quasi a far defaticare i muscoli del nostro palato e dei nostri sensi, che in questa lunga Maratona enogastronomica, sono stati messi a dura prova, ma che hanno seguito un percorso equilibrato senza improvvise salite e discese e che quindi ha fatto giustamente riscaldare il nostro motore gustativo, per poter sempre incrementare i giri e poter aumentare la velocità di crociera.

Quindi per terminare possiamo farci massaggiare dalle mani dolci e amorevoli di liquorosi e passiti, che anche se a volte potrebbero essere meno caldi, sono comunque ben strutturati, comunque con un carattere importante ed una tenacia  strutturale notevole.

Acidità,morbidezza, sapidità, calore pseudocalorico dovranno essere ben bilanciati e potranno essere correttamente utilizzati durante questo viaggio e quindi anche un Metodo Classico Brut con poco residuo zuccherino aggiunto, ma con una complessità gustativa ed una persistenza interminabile, avvolgente con le sue note delicate ma dirette , tostate, la sua interminabile fragranza e la sua piacevolezza generale, i suoi ricordi dolci, potrà essere azzardato a fine pasto…sempre seguendo  i propri gusti che, rispettando principi guida, ci condurranno nelle nostre scelte durante un pasto o durante i nostri assaggi e le nostre esperienze gustative!

Quindi POTREMMO PASTEGGIARE A BOLLICINE?

Secondo questo criterio, non sarà una sfida impossibile essere accompagnati a tutto pasto dalla frizzante energia della CO2 e delle sue qualità Tattili, Olfattive e Gustolfattive, ovviamente sempre con un crescendo Gustativo.

Quindi come detto, iniziando con Spumanti secchi Charmat e Metodo Classico e quindi ancor più Champagne o comunque Champenois Francesi, Cremant della Loira, Di Alsace o anche farci sorprendere dalle briose qualità di una meno conosciuta ma validissima Blanquette de Limoux, per arrivare a Spumanti dolci, passando da bolle via via sempre più aromaticamente complesse, che hanno riposato sui lieviti per tempi infiniti sempre più crescenti, dove non berremo solamente ma masticheremo questi vini di notevole caratura.

Quindi mentre verrete portati in trionfo dai vostri commensali che hanno potuto assaporare un arcobaleno variopinto di odori, sapori, profumi, consistenze gustative, pensate già ai prossimi vini che vorrete degustare convinti che dovrete preparare una nuova serie di

VINI IN SUCCESSIONE PER AVERE UN SUCCESSONE tra gusti e sentori.

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