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Il calice itinerante: Degustare del Vino sui Trabucchi di Peschici

Nel nostro viaggio virtuale ma non troppo ci troviamo in Puglia e precisamente tra le splendide baie a capofitto tra i dirupi che si erge Peschici, meraviglioso paese protetto dall’imponente Gargano che come un faro lo controlla e ne indica la rotta.

Duecento chilometri di spiagge, baie, grotte, cale, faraglioni.

Al largo, il paradiso delle isole Tremiti. Tutto il territorio del Gargano si affaccia sul mare. Il tratto di costa fra Vieste e Peschici è caratterizzato da spiagge, grotte, cale e baie come Capo Vieste.

C’è poi Peschici, antico borgo, nel cui territorio è presente l’antica abbazia benedettina di Santa Maria di Calena, un paesino abbarbicato sopra un’alta rupe a strapiombo sul mare blu, stretto entro le antiche mura, con le caratteristiche case a cupola. Peculiarità del territorio sono i trabucchi, sistemi di pesca tradizionale del Gargano Settentrionale, caratterizzato da pali di legno conficcati nelle rocce e funi che trattengono una grande rete calata in acqua, detta trabocchetto, in cui cade il pesce.

Queste ingegnose macchine da pesca, (ottimi esempi di bio architettura/ingegneria), si protendono in tutta la loro bellezza dell’azzurro del mare e caratterizzano la costa peschiciana.

Alcuni tra questi ingegnosi strumenti di pesca sono stati riqualificati in caratteristici ristorantini dove è possibile cenare mentre si assiste allo spettacolo di tramonti molto suggestivi, a picco sul mare!

Territorio, terra, profumi, tramonti, cultura tradizione questo è il Gargano, ma non solo.

Questo promontorio e tutta la zona della Daunia,  è molto conosciuto anche per i suoi vini.

In questi territori, limitrofi della Campania, su piccola scala si erge sorretta dai pali, da cui eredita il suo nome, la Falanghina, di natali e origini Partenopee che si avventura anche nel Subappennino Dauno.

In queste zone, si manifesta con agevole e pimpante freschezza e delicata intensità, ideale per aperitivi mozzafiato al tramonto tra il mare e l’imponente promontorio che domina il territorio.

La sua storia, come detto partendo dalla sua etimologia, nasce da molto lontano, addirittura veniva decantata nei poemi di Plinio il Vecchio e  da altri grandi illustri poeti, imperava nella corte reale di Napoli e addirittura  inserito nella prestigiosa carta dei vini papale.

La Falanghina tipica della Campania dove si presenta in due vitigni La Falanghina dei Campi Flegrei, con profumi e sentori delicati e freschi, e la Falanghina del Sannio, più corpulenta, di maggiore struttura e spessore destinata anche a lunghe evoluzioni, quindi vino dal carattere rosso nella corazza di un vino Bianco.

Mentre in Puglia, dove siamo oggi viaggiando è prodotta principalmente come detto nel Sub Appenino Dauno e nella Murgia Barese che da vita a vini freschi, sapidi e con profumi delicati.

Dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, vinificato anche in versioni  spumante e passito dove assume le tipiche colorazioni dorate e dai profumi delicati con note floreali di ginestra e fruttati molto aromatici, denota notevole mineralità nelle zone Campane vulcaniche dove può essere presente.

Inebriati dai colori del Gargano e dal profumo del calice, al tramonto, godendoci la pace che la natura è in grado di fornirci, ci prepariamo a nuovi viaggi, certi di trovare un altro paesaggio mozzafiato ed un calice da ricordare.

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