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I Vini Italiani: quali sono i più noti?

Andiamo a spasso per l’Italia, tra fiumi, colline, catene montuose, pianure e tra viticoltori, produttori, tra la gente del nostro magnifico paese.

Questa è l’Italia sacra agli Dei. (Plinio il Vecchio)
Cartina Vini Italiani
Il nostro stivale accolto da tre mari e con una stratigrafia ampia e diversificata, permette un enorme ventaglio enologico ed ampelografico.

Conoscere l’enografia dell’Italia vuol dire anche venire a conoscenza della sua storia, del suo passato delle sue tradizioni.

Nel corso dei secoli il vino ha avuto una evoluzione ed un’importanza differente fino ad arrivare ai giorni nostri, figlio dei suoi trascorsi e con un’impronta ed un valore amplificato.

La vite accolta dai suoli Italiani, potrà radicarsi in suoli ampiamente differenti come stratigrafia e tipologia, con una ampia varietà di terreni, da suoli argillosi e calcarei, o sabbiosi e lisciviosi o tufacei e potrà o essere circondata da mari o laghi o essere protetta da imponenti monti o trovarsi tra morbide colline.

In Italia la viticoltura troverà terreno fertile sugli eroici terrazzamenti della LIGURIA o della VAL D’AOSTA o tra le aride e selvagge  terre della SICILIA e tra le impervie catene montuose del TRENTINO e ALTO ADIGE, come potrà esprimersi al meglio tra le morbide colline Toscane ed Umbre ad esempio, accarezzati da venti rinvigorenti e terapeutici.

In questa complessità , troveremo una vastità di vitigni, dagli internazionali agli autoctoni e ci imbatteremo dalla Corvina al Merlot del VENETO, dalla Rondinella alla Coda di Volpe della CAMPANIA, dal Cortese del PIEMONTE al Raboso del FRIULI, o alla umana Lacrima di Morro d’Alba delle MARCHE, ognuno custode di una storia, di un metodo a partire dall’etimologia del loro nome.

Conservare questa biodiversità vuol dire mantenere le origini della nostra terra e con loro, il suo passato.

Sedersi al tavolo dello stivale e impugnare i calici di tutte le regioni Italiane vorrà dire imbattersi su diversi stili di vinificazione e differenti territori, potremmo assaggiare i freschi ed intensi vini Settentrionali e i corpulenti e alcolici vini rossi Meridionali ad esempio della PUGLIA o i profumatissimi vitigni aromatici riconoscibili e tipici  come il Brachetto d’Acqui, il Gewurtztraminer, il Moscato coltivato quasi in tutta la regione, come ad esempio in SARDEGNA il Moscato di Sorso Sennori o nel LAZIO il Moscato di Terracina e i fantomatici e storici vini del Nord dal Brunello e Al Chianti della verde TOSCANA all’Amarone Veneto.

L’Italia e la sua legislatura l’ha divisa in DOCG, DOC e IGT ma bisogna sapere che qualsiasi vitigno e il rispettivo calice che ne deriverà merita rispetto perchè derivante da sacrifici di persone che hanno messo in quella bottiglia la loro cultura, il loro tempo, la loro storia, la loro passione.

Ad esempio la LOMBARDIA con 5 DOCG ha comunque una storia ed una varietà e qualità di produzione invidiabile, visto che tra tutti custodisce la briosa effervescenza delle bollicine metodo classico della Francia Corta o la classe e il carattere complesso del Nebbiolo della Valtellina. O regioni come l’effervescente EMILIA ROMAGNA con 2 DOCG come l’UMBRIA che cala i suoi assi con il Sangiovese del Torgiano Rosso Riserva e del suo incisivo Sagrantino di Montefalco oltre a tantissime altre DOc e relativi vitigni o la poliedrica BASILICATA con una sola DOCG capitanata dall’austero e tagliente Aglianico come anche l’ABRUZZO con il Montepulciano d’Abruzzo colline Teramane, per arrivare al MOLISE,e alla CALABRIA ad esempio che non presentano DOCG, pur presentando terreni dalle infinite qualità e dando vita a vini importanti e conosciuti come ad esempio la coloratissima Tintilia Molisana o da Gaglioppo il Calabro Cirò.

Dobbiamo quindi essere orgogliosi dell’Italia dei passi da gigante fatti negli ultimi 50 anni, della riscoperta dei vitigni autoctoni, della presenza di eccellenze esportate in tutto il mondo, orgogliosi di non avere regioni di serie A e B ma ogni regione con le sue peculiarità, con le sue caratteristiche, con la sua tipicità che deve essere sottolineata dal bicchiere.

Fieri della viticoltura Italica apprestiamoci a questo viaggio immaginario che ci narrerà della nostra storia dei nostri ricordi del nostro essere, uomini, artigiani, depositari di una cultura secolare e di eterno ed estremo valore.

Accingiamoci ad inebriarci e rimanere a bocca aperta tra colori, profumi, odori, racconti…

Troverete domande e risposte per il vostro ESAME SOMMELIER o semplicemente conoscerete un po meglio il nostro stivale, i suoi luoghi, i suoi vini, la sua gente.

Signore e signori vi presentiamo l’ITALIA.

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